Se usi le barriere a terra e i cavalletti solo per far saltare il cavallo stai perdendo il 90% dei loro benefici, lo spiegano Reiner e Ingrid Klimke.
Se usi i cavalletti e le barriere solo per far saltare il cavallo, stai perdendo il 90% dei loro benefici. Ecco cosa succede davvero alla schiena del tuo cavallo quando integri questo strumento nella routine quotidiana.
Nel panorama equestre moderno si tende spesso a considerare il lavoro con le barriere a terra come un semplice passatempo per variare la monotonia del rettangolo o come un esercizio esclusivo per i principianti. Eppure, se guardiamo alla storia della disciplina e ai successi straordinari del dottor Reiner Klimke e di sua figlia Ingrid, scopriamo che i cavalletti e le barriere non sono accessori opzionali: sono un vero e proprio laboratorio di biomeccanica applicata. Un’arte classica capace di trasformare la rigidità in armonia.
Perché gli esercizi con le barriere a terra in equitazione cambiano la biomeccanica del cavallo
Per capire l’efficacia di questo approccio dobbiamo osservare la struttura del cavallo senza preconcetti, studiandone i movimenti. La colonna vertebrale dell’animale non è una barra d’acciaio rigida, ma un complesso sistema teso tra due pilastri: il treno anteriore e il treno posteriore.
Quando un cavallo affronta una sequenza di barriere a terra, la sua mente e il suo corpo subiscono una metamorfosi istantanea. Non può barare o sottrarsi allo sforzo. Per superare gli ostacoli senza urtarli con gli zoccoli, il cavallo è costretto a flettere le articolazioni posteriori (anche, grasselle e garretti) e ad abbassare l’incollatura, allungando tutta la linea superiore. Questo movimento provoca la decontrazione immediata dei muscoli dorsali, liberando la schiena dalle tensioni accumulate.
L’attivazione dei posteriori e il rilassamento della schiena
Il grande segreto dei maestri olimpici risiede nell’indurre il cavallo a “ingaggiare”, ovvero a portare i posteriori più avanti, sotto il proprio baricentro. Quando il posteriore si attiva grazie alle barriere, la schiena si solleva, creando quel cuscinetto muscolare dinamico che rende l’assetto del cavaliere leggero. È la fine delle difese, delle bocche contratte e dei colli rovesciati.
I tre pilastri del lavoro sui cavalletti secondo Reiner e Ingrid Klimke
Nel loro storico manuale “Cavalletti”, la leggenda del dressage Reiner Klimke e la campionessa Ingrid Klimke scompongono questa ginnastica in tre concetti chiave inscindibili. Se ne viene a mancare anche uno solo, l’esercizio perde la sua valenza terapeutica e formativa.
- Il ritmo (il metronomo interiore)
Il ritmo è il primo gradino della scala dell’addestramento. Sulle barriere il cavallo impara a mantenere una cadenza costante. Immaginate una sequenza al trotto: ogni falcata deve avere la stessa identica durata e ampiezza. Il ritmo stabilizza la mente dell’animale, trasformando l’ansia o la pigrizia in una concentrazione rilassata.
- L’elasticità (la molla dorsale)
Un cavallo elastico assorbe le forze d’impatto e le restituisce sotto forma di spinta verso l’alto e in avanti. Durante gli esercizi con le barriere a terra in equitazione, l’elasticità si nota quando il cavallo fa oscillare la schiena in modo morbido. Non è più un movimento meccanico, ma un fluire armonioso in cui ogni fascia muscolare collabora.
- La reattività (la risposta ai minimi aiuti)
La reattività non è velocità, ma prontezza riflessa. Attraverso le variazioni delle distanze o l’inserimento di ostacoli su linee curve, il cavallo impara ad ascoltare le gambe e le mani del cavaliere, modificando l’ampiezza del proprio passo in una frazione di secondo. Diventa un atleta agile, capace di riequilibrarsi da solo.
Una filosofia per la salute e la longevità del cavallo
Praticare regolarmente questi esercizi significa fare una promessa di longevità al proprio compagno di sport o di passeggiate. Come insegnano i Klimke, questa pratica non è una scorciatoia per vincere una gara la domenica successiva, ma un investimento sulla salute complessiva. Un cavallo ginnasticato e dritto rimarrà sano, preservando tendini e articolazioni dall’usura del lavoro asimmetrico.
Che tu sia un dressagista alla ricerca dell’andatura perfetta, un saltatore che deve sistemare la parabola, o un appassionato che vuole semplicemente migliorare la sintonia in sella, il lavoro sulle barriere rappresenta il punto d’incontro universale dove la tecnica sposa l’empatia.
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Il volume “Cavalletti”, scritto da Reiner e Ingrid Klimke e pubblicato in Italia da Zoraide Editore, rappresenta il manuale di riferimento internazionale per la ginnastica del cavallo in sella e da terra. Un testo fondamentale da custodire in selleria, ricco di illustrazioni, grafici e tabelle pronte all’uso per cavalieri e istruttori di ogni livello.
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