feldenkrais equitazione

Come migliorare la postura senza fatica: il segreto biologico tra terra e sella

Migliora la postura senza fatica applicando i segreti del Metodo Feldenkrais, dalla vita quotidiana all’assetto in sella. Una guida ispirata al libro di Antonella Lioce.

Quante volte vi siete sentiti ripetere, fin da bambini, il fatidico imperativo: “Stai dritto!”? Probabilmente la risposta automatica del vostro corpo è stata quella di buttare le spalle all’indietro, irrigidire il collo e contrarre gli addominali. Un assetto marziale, quasi fiero, che però ha un prezzo nascosto: dopo meno di dieci minuti subentrano stanchezza, rigidità e un vago senso di apnea.

Il motivo è semplice: stavate lottando. Stavate costringendo i vostri muscoli a compiere un lavoro titanico per contrastare una forza invisibile ma spietata che non si interrompe mai: la forza di gravità. Ma se vi dicessimo che esiste un modo per migliorare la postura senza fatica, delegando lo sforzo alla vostra struttura ossea invece che ai muscoli? La risposta si nasconde nell’intersezione tra la biomeccanica umana e la consapevolezza corporea.

L’inganno dello sforzo: perché lottare “per stare dritti” è un errore bio-meccanico

Nel senso comune, l’idea di una buona postura è da sempre associata a un atto di volontà e di fatica. Ci hanno insegnato che i risultati si ottengono solo sacrificandosi. Nella sua opera “Il cavallo ed io. Equitazione e Metodo Feldenkrais”, Antonella Lioce scardina questo paradigma posturale ed educativo, dimostrando che il tentativo continuo di sforzarsi genera solo ulteriori disagi e affaticamenti muscolari.

Quando imponiamo al corpo una verticalità artificiale, costringiamo i muscoli a fare un doppio lavoro: devono muoverci e, contemporaneamente, sostenere il peso dello scheletro che non stiamo scaricando correttamente a terra. L’organismo vivente è in realtà un sistema integrato di ossa, muscoli, sistema nervoso e ambiente. Lo scheletro ha la funzione biologica di sostenerci, agendo come un canale attraverso cui far passare la forza necessaria per muoverci nel campo gravitazionale. Se lo scheletro è allineato, i muscoli rimangono liberi, flessibili e pronti all’azione.

Il Metodo Feldenkrais e l’intelligenza organica: l’esempio dell’alga marina

Come si traduce tutto questo nella pratica quotidiana? Nel metodo Feldenkrais la postura non è una forma fissa da mantenere, ma un processo dinamico in continuo equilibrio. Per comprenderlo, Antonella Lioce invita il lettore a un esperimento mentale e sensoriale suggestivo: immaginare di essere un’alga marina cullata dalle correnti dell’oceano.

Un’alga non lotta contro l’acqua; si lascia piegare dalle correnti per poi risollevarsi in modo passivo, assecondando un impulso interiore. Questo gioco continuo di allungamento e accorciamento, comune a tutti gli organismi viventi, è ciò che i neuroscienziati chiamano intelligenza organica.

Per sperimentare questa verticalità senza sforzo mentre siete in piedi, provate a chiudere leggermente le dita dei piedi verso il terreno, come se voleste afferrare una matita. Sentirete un’onda di movimento che risale attraverso le caviglie, le ginocchia e il bacino, raddrizzando la colonna verso l’alto senza che abbiate contratto un singolo muscolo della schiena. La spinta dei piedi verso la terra è l’unico vero motore della nostra verticalità.

Dalla terra alla sella: come gli ischi rivoluzionano la posizione in sella nell’equitazione

Se questo principio è straordinario nella vita di tutti i giorni, diventa letteralmente rivoluzionario quando saliamo in sella. Chi pratica equitazione sa bene quanto l’assetto sia il canale di comunicazione principale con l’animale. Eppure, quanti cavalieri si irrigidiscono nel tentativo di “stare dritti” in sella, finendo per trasmettere ansia e tensione al cavallo?

In sella i nostri piedi non hanno un contatto diretto con il terreno, il che destabilizza la nostra mappa cerebrale della gravità. Come possiamo allora trovare lo slancio verso l’alto? La Lioce ci offre una chiave tecnica formidabile: la consapevolezza delle ossa ischiatiche. Gli ischi sono le due punte inferiori del bacino che appoggiano direttamente sulla sella.

Quando smettiamo di protenderci rigidamente verso l’alto e permettiamo, semplicemente per azione del peso corporeo, agli ischi di ancorarsi alla sella, accade qualcosa di magico: si attiva un asse nascosto dentro di noi che spinge la cima della testa verso il cielo, liberando la respirazione e lasciando il tronco e il collo perfettamente flessibili. Il cavallo avvertirà immediatamente questa transizione: da un cavaliere “pesante e rigido” a un partner “leggero e presente”.

Abitare il corpo tra cielo e terra

Migliorare la propria postura non è una questione di muscoli d’acciaio, ma di consapevolezza scheletrica. Che vi troviate seduti alla scrivania o nel mezzo di un campo di lavoro con il vostro cavallo, ricordate che siete sospesi tra due poli: la terra (o la sella) che vi accoglie, e il cielo verso cui vi espandete senza sforzo. Smettere di lottare contro la gravità è il primo passo per ritrovare la naturale eleganza del movimento umano ed equestre.

Se desiderate esplorare questo approccio e sperimentare le lezioni pratiche che fondono l’arte dell’equitazione con le neuroscienze del movimento, vi invitiamo a scoprire il testo integrale di Antonella Lioce.

Vuoi trasformare il tuo modo di stare in sella e nella vita? Acquista ora la tua copia di “Il cavallo ed io. Equitazione e Metodo Feldenkrais” e inizia il tuo percorso verso un movimento consapevole e senza fatica.

Disponibile su:

imisteridelcavalloStore >>> ACQUISTA ON LINE >>> Clicca qui
Elephantsbooks in libreria oppure ACQUISTA ON LINE >>> Clicca qui
IBS.IT >>> ACQUISTA ON LINE >>> Clicca qui
laFeltrinelli >>> ACQUISTA ON LINE >>> Clicca qui
Amazon >>> ACQUISTA ON LINE >>> Clicca qui

Il testo è ordinabile (fornendo il codice ISBN: 9788890950490) presso tutte le librerie in territorio nazionale.

Nota Editoriale

Questo articolo fa parte della sezione “Filosofia e Benessere Equestre” del blog I Misteri del Cavallo. I concetti e le citazioni pratiche sono tratti dal libro “Il cavallo ed io” di Antonella Lioce, pp.37-43, Zoraide editore, 2018.

 

 

 

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.