Abbandonare la sella tradizionale è difficile, ma indispensabile: Piero Santini lo spiega con un paragone inaspettato con il golf. Ecco perché l’equitazione “in avanti” è il futuro.
“Non si può montare in avanti con una sella pensata per stare indietro.”
Piero Santini non usava giri di parole. Quando parlava di equitazione, lo faceva con la precisione di chi sapeva cosa significava cambiare davvero. Nel suo manuale Principi fondamentali del sistema naturale, affronta un tema che oggi suona più attuale che mai: il superamento della sella tradizionale in favore della sella italiana, progettata per sostenere un nuovo modo di montare, più armonioso, più moderno — l’equitazione in avanti.
Il cambiamento che fa resistenza
Chi ha montato per anni con la stessa sella faticherà a separarsene. È comprensibile: ogni usura racconta una storia, ogni piega ricorda una gara, un compagno equino, un’uscita all’alba. Eppure, come Santini sottolinea, aggrapparsi al passato può diventare un ostacolo.
La sella italiana, che lui propone come chiave di volta per una nuova era dell’equitazione, nasce da un’esigenza concreta: quella di accompagnare il movimento naturale del cavallo, non ostacolarlo. In questa visione, la sella non è solo uno strumento tecnico, ma parte attiva dell’equilibrio tra cavallo e cavaliere.
Il golf come metafora (inaspettata ma geniale)
Per spiegare quanto questo cambiamento sia necessario, Santini prende in prestito un’immagine dal mondo del golf. All’apparenza distante, ma sorprendentemente efficace.
Un tempo i golfisti usavano mazze in legno. Oggi sembrerebbe assurdo: sono state rimpiazzate dalle più affidabili mazze in acciaio. Lo stesso, secondo Santini, dovrebbe accadere con le selle:
“Così come le mazze in acciaio hanno rivoluzionato il golf, la sella italiana rivoluziona l’equitazione.”
Il parallelo funziona su più livelli:
- Tecnologia e prestazione – come le mazze moderne offrono precisione ed elasticità, così la sella italiana migliora la fluidità del movimento, sia del cavallo che del cavaliere.
- Resistenza al cambiamento – anche i golfisti hanno faticato ad accettare la novità. Ma chi voleva competere, ha dovuto aggiornarsi.
- Inevitabilità dell’evoluzione – non si tratta di gusto personale, ma di progresso. Rifiutarlo significa restare indietro, in tutti i sensi.
Cos’ha di diverso, davvero, la sella italiana?
Non è solo questione di look. La sella italiana è costruita con una logica diversa da quella delle selle classiche:
- Permette un assetto inclinato, spostando il peso del cavaliere verso la parte posteriore del cavallo, alleggerendo il garrese e favorendo una meccanica più naturale del movimento.
- Ha una struttura più elastica, che assorbe e accompagna il trotto e il galoppo senza irrigidire la schiena del cavallo.
- È pensata per facilitare il contatto sottile, quello che permette al cavaliere di sentire più che di comandare.
Questo approccio è coerente con i principi dell’equitazione naturale e di quella “in avanti”, dove il cavaliere non è un peso ma una guida integrata nel gesto del cavallo.
Un salto mentale, prima che tecnico
Santini lo sapeva: il problema non è solo la sella. È la mentalità.
Chi è cresciuto con l’idea che “più si sta dritti, meglio si monta” fatica ad accettare un assetto che sembra “pendere in avanti”. Ma proprio in quell’inclinazione c’è il segreto dell’equilibrio dinamico.
Ne parla anche in Principi fondamentali del sistema naturale, quando racconta come molti istruttori si siano opposti alla novità, più per abitudine che per reale ragionamento tecnico. Santini, però, non si ferma: insiste sull’importanza di aggiornare le attrezzature per rispettare la fisiologia del cavallo.
Montare nel presente
Il messaggio è chiaro: per praticare davvero l’equitazione in avanti, bisogna lasciare andare ciò che non funziona più.
Come nel golf, come in ogni disciplina sportiva, chi vuole crescere deve adattarsi. La sella italiana non è una moda: è un’innovazione equestre che mette al centro il benessere del cavallo e il ruolo attivo del cavaliere.
Se la tua sella ti trattiene, forse è il momento di lasciarla andare. E di scoprire cosa cambia davvero quando si monta con uno strumento pensato per il futuro.
Vuoi approfondire?
Scopri le idee di Piero Santini leggendo il suo manuale Principi fondamentali del sistema naturale.

Principi Fondamentali del Sistema Naturale di Piero Santini, discepolo del capitano Federico Caprilli, maggiore della cavalleria italiana, è un manuale che promuove il rivoluzionario Sistema Naturale di Equitazione di Caprilli. In questo testo, un classico della letteratura equestre, Santini, con un linguaggio semplice e dettagliato, introduce, spiega e promuove il Metodo Italiano e l’assetto in avanti. Si rivolge sia ai cavalieri principianti che ai cavalieri esperti e agli istruttori. I primi saranno aiutati a fissare i principi di base prima di prendere qualsiasi parte attiva in un campo all’aperto o in una competizione. I cavalieri esperti troveranno in queste pagine molti contenuti e spunti di riflessione per migliorare la loro tecnica. Gli istruttori, che, a beneficio dei loro allievi, desiderano condensare e semplificare i concetti di base dell’equitazione all’aperto e del sistema naturale, ne trarranno una risorsa incredibile. Il testo è arricchito da numerose fotografie, disegni e diagrammi.
Piero Santini (1881-1960). Cavaliere di grande esperienza e reputazione internazionale, fu un autore molto rispettato. Espose per la prima volta in lingua inglese, il rivoluzionario “sistema di equitazione naturale”. Ciò gli portò una fama immediata. Di padre italiano e madre americana, Santini parlava e scriveva inglese come seconda lingua. Tra le sue opere si annoverano 5 libri, tra cui “Learning to Ride”, “The Forward Impulse” e “Riding Reflections”. Ha inoltre tradotto e curato gli articoli di Caprilli.
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