Il trasporto del cavallo richiede varie accortezze

Il trasporto del cavallo prevede vari fattori di stress che se non trattati con accortezza possono avere degli effetti duraturi e debilitanti sui cavalli.

Il momento di caricare (e scaricare) il cavallo dal trailer genera sempre un po’ di tensione ed è, comunemente, percepito come una delle attività più stressanti sia per cavalli che cavalieri. M la fase di carico è solo uno dei “momenti sensibili” legati al trasporto. Un viaggio include diversi fattori di stress che se non trattati con le dovute accortezze possono avere degli effetti duraturi e debilitanti sui nostri cavalli e quindi incidere negativamente sull’esperienza. Trasportare un cavallo da un posto ad un altro (anche se per un tragitto breve) implica il fatto che l’animale dovrà affrontare la separazione dai compagni di scuderia o di paddock, avrà a che fare con suoni non familiari, elevati livelli di rumore, l’interruzione della sua routine, cambiamento di cibo e acqua, e un confinamento e una contenzione maggiore. Lo stress è spesso cumulativo, il che significa che più spesso un cavallo è esposto alla situazione stressante, più diventa difficile per lui farvi fronte e potrebbe semplicemente considerare ogni spostamento come una cosa orribile a cui l’umano lo sottopone. Alla fine non riesce più ad affrontare lo stress e rifiuterà di salire sul trailer. Spesso interpretiamo erroneamente questo comportamento come recalcitranza, perdiamo la pazienza, ci si incollera e si diventa ancora più ner­vosi del cavallo. Si innesca così un ciclo di cause ed effetti fino a quando il cavallo sviluppa un vero e proprio vizio o diventa ingestibile. Il risultato prevedibile è che il cavallo viene etichettato come “cattivo”. Ma se prestiamo attenzione a cosa e in che modo il cavallo sta reagendo, impareremo a riconoscere i possibili fattori di stress. Solo in questo modo possiamo aiutare il cavallo a superarli e ad affrontare la situazione con una maggiore fiducia.
L’esitazione all’ingresso, ad esempio, può essere dovuta semplicemente al fatto che gli occhi del cavallo hanno bisogno di tempo per adattarsi ad una luminosità inferiore all’interno del rimorchio. Non permettendo questo semplice adeguamento possiamo aumentare il livello di stress del cavallo. Anche la tecnica di guida può essere un fattore di stress e diventare la ragione per cui molti cavalli rifiutano di ripetere l’esperienza. Una guida inadeguata, strade accidentate, maltempo, ritardi, traffico e persino l’ora del giorno possono combinarsi per rendere il viaggio più difficile da sopportare. Gli effetti di un “viaggio turbolento” possono continuare a influenzare il cavallo molto tempo dopo l’arrivo a destinazione, quindi è importante consentire a un cavallo di riposare per un periodo almeno uguale a quello della durata del viaggio.
Ci sono poi i fattori ambientali da tenere in considerazione come la temperatura e la qualità dell’aria, l’ambiente fisico (pavimenti, illuminazione, idoneità per l’unità dei cavalli a bordo e pulizia), il piano di carico (abbinamento cavalli tra loro compatibili e le dimensioni) e persino la pianificazione del viaggio per ridurre al minimo lo stress da ambienti non familiari.
Il rifiuto di salire è raramente il problema, di solito è la manifestazione di un sintomo della vera ragione. I cavalli non dimenticano mai, registrano ogni esperienza; così, quando un cavallo mette in atto un comportamento che appare inadeguato ai nostri occhi, facciamo un passo indietro e proviamo a ripensare a cosa è successo l’ultima volta. Un evento che a noi appare insignificante, per il cavallo potrebbe essere un valido motivo per giustificare un rifiuto o una fuga.

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Una bacheca traboccante di coppe e coccarde

non dimostra la grande conoscenza equestre

di quel cavaliere. (A. Paalman)

 

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