Secondo il Generale Francesco Amalfi un buon assetto in sella si raggiunge con la naturalezza e in modo graduale senza troppi tecnicismi.
L’assetto in sella è un elemento fondamentale nell’equitazione. È il modo in cui il cavaliere distribuisce il peso sul corpo del cavallo, influenzando la posizione e la direzione delle varie parti del corpo. Tuttavia, Francesco Amalfi, nel suo Scritti Equestri, critica l’approccio comune di insegnare fin da subito una posizione perfetta, sostenendo che possa risultare controproducente.
Cos’è l’assetto in sella?
Come spiega Amalfi:
“Si chiama assetto in sella il modo come il cavaliere adatta il peso del suo corpo sul cavallo e conseguentemente la direzione che assumono le varie parti del suo corpo.”
L’assetto non è solo una questione estetica; è cruciale per:
- L’equilibrio del cavaliere.
- Il comfort del cavallo.
- L’efficacia della comunicazione tra cavallo e cavaliere.
Un assetto corretto permette al cavaliere di seguire i movimenti del cavallo senza interferire, mantenendo una connessione armoniosa.
L’errore comune: modellare il cavaliere fin da subito
Amalfi osserva che, troppo spesso, i principianti vengono istruiti a mantenere una posizione rigida fin dalle prime lezioni:
“Sovente, fin dalle prime lezioni, essi vengono addirittura piazzati e modellati sul cavallo.”
Questa pratica, sebbene apparentemente utile, porta a una serie di problemi:
- Rigidità muscolare: Il cavaliere si concentra troppo sulla forma, irrigidendo i muscoli e perdendo naturalezza.
- Distrazione: cercare di mantenere una posizione “perfetta” distoglie l’attenzione dai movimenti del cavallo.
- Perdita di Equilibrio: senza una base solida, al primo movimento imprevisto del cavallo, il cavaliere perde la posizione e la sicurezza.
Un approccio alternativo: la progressione naturale
Secondo Amalfi, l’istruttore deve evitare di sovraccaricare il cavaliere con spiegazioni e correzioni dettagliate fin dalle prime fasi:
“Non deve l’istruttore, durante i periodi precedenti, dare ad essi ragioni e spiegazioni, ma, con piccole ed opportune correzioni, deve avvicinarli a quel modello che egli deve avere nella mente.”
I principi del Generale Amalfi
- Naturalità prima di tutto: il cavaliere deve sentirsi rilassato e a suo agio, senza preoccuparsi troppo della posizione.
- Correzioni graduali: l’istruttore deve intervenire solo con piccole correzioni, senza interrompere continuamente l’allievo.
- Apprendimento inconsapevole: attraverso la pratica e l’esperienza, il cavaliere si avvicina gradualmente al modello ideale, quasi senza accorgersene.
Come insegnare l’assetto in sella: i consigli di Amalfi
- Lasciare che il cavaliere si adatti naturalmente
Nelle prime lezioni, l’istruttore dovrebbe concentrarsi su esercizi che aiutino il cavaliere a sviluppare un equilibrio naturale:
- Passeggiate al passo per abituarsi al movimento del cavallo.
- Esercizi senza staffe per migliorare la sensibilità e la stabilità.
- Correggere senza sovraccaricare
Le correzioni devono essere minime e puntuali:
- Un consiglio semplice come “Rilassa le spalle” o “Segui il movimento del cavallo” è più efficace di lunghe spiegazioni tecniche.
- Amalfi sottolinea che il cavaliere deve tendere inconsapevolmente verso il modello ideale.
- Evita di modellare la posizione
Imporre una posizione rigida fin dall’inizio rischia di creare tensione:
“La preoccupazione di riacquistare la posizione non fa altro che fargli irrigidire i muscoli, sempre a scapito della naturalezza.”
- Incoraggiare la fiducia
Un cavaliere rilassato e sicuro è più propenso a sviluppare una postura corretta in modo naturale. L’istruttore deve creare un ambiente sereno, in cui l’allievo possa concentrarsi sulla connessione con il cavallo.
I benefici di un approccio graduale
Adottare i principi di Amalfi per insegnare l’assetto in sella porta a numerosi vantaggi:
- Maggiore rilassatezza: il cavaliere impara a sentirsi a proprio agio in sella, senza pressioni inutili.
- Postura più naturale: una posizione corretta emerge attraverso la pratica, non attraverso imposizioni rigide.
- Connessione migliore con il cavallo: la mancanza di rigidità permette una comunicazione più fluida e armoniosa.
L’arte dell’assetto secondo Amalfi
L’assetto in sella è un elemento essenziale per ogni cavaliere, ma il percorso per raggiungerlo deve essere naturale e progressivo. Come osserva Francesco Amalfi, imporre una posizione rigida fin dall’inizio non solo è controproducente, ma può creare problemi difficili da correggere in seguito.
Seguendo un approccio basato su correzioni graduali e un apprendimento inconsapevole, l’istruttore può aiutare i cavalieri principianti a sviluppare una postura solida, armoniosa e naturale. Un assetto corretto non è un punto di partenza, ma un obiettivo che si raggiunge con pratica, pazienza e il giusto supporto.
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