Monty Roberts teoria dell'apprendimento

Monty Roberts, l’Horsemanship e il Join Up: quando la scienza spiega la “magia”

Monty Roberts e l’Horsemanship spiegati dalla scienza: perché il Join Up non è magia o linguaggio del branco ma si basa puramente sul rinforzo negativo.

La recente scomparsa di Monty Roberts ha riacceso i riflettori su una delle figure più emblematiche ed evolutive dell’equitazione moderna. Definito da molti come colui che ha radicalmente trasformato il modo di sussurrare ai cavalli, Roberts ha avuto il merito storico incomparabile di spazzare via la brutalità dell’addestramento coercitivo tradizionale, dimostrando al mondo intero che si poteva dialogare con un puledro anziché “spezzarne” lo spirito.

Eppure, a mente fredda e nel profondo rispetto dell’eredità lasciata dal Horse Whisperer, il settore equestre ha oggi il dovere etico e culturale di compiere un ulteriore passo in avanti. Bisogna andare oltre il mito. Perché se è vero che Roberts ha mostrato l’efficacia di un approccio dolce, la narrazione che ha accompagnato per decenni il suo celebre Join Up – fatta di “linguaggio del branco”, “energia” e un’intesa quasi mistica tra uomo e cavallo – necessita di un’analisi scientifica rigorosa.

Analizzando la questione senza filtri mitologici, emerge una verità tanto chiara quanto rivoluzionaria: l’Horsemanship altro non è che psicologia scientifica applicata con altre parole.

Il mito dell’uomo-capobranco e la realtà etologica

Per anni ci si è adagiati sull’idea che durante il Join Up l’addestratore stesse simulando l’etogramma sociale dei conspecifici, posizionandosi come il “leader” o il “capobranco” della situazione. L’antropocentrismo latente nel mondo equestre ci spinge costantemente a cercare dinamiche gerarchiche e proiezioni umane all’interno del tondino.

Tuttavia, come ricordano gli studi più recenti sull’etologia equina, i cavalli sanno perfettamente distinguere un essere umano – che la loro memoria evolutiva riconosce come un predatore – da un proprio simile. L’idea che un cavallo generalizzi la struttura sociale del branco fino a includervi l’uomo, accettandolo come “leader supremo” per pura imitazione del linguaggio naturale, è una sovrastruttura concettuale affascinante, ma biologicamente improbabile.

I cavalli non rispondono a una presunta gerarchia astratta, ma a stimoli fisici e ambientali ben precisi e alla loro coerente rimozione.

La demitizzazione del Join Up: come funziona il rinforzo negativo

Cosa succede davvero, da un punto di vista comportamentale, durante la sequenza del Join Up?

Quando l’addestratore allontana il cavallo al galoppo lungo le pareti del tondino, sta applicando uno stimolo avversivo o una pressione (movimento, postura, uso della lunghina o della frusta verso il posteriore). Il cavallo cerca una via di fuga per far cessare quella pressione. Nel momento in cui l’animale mostra segnali di cessione o orientamento verso l’addestratore (l’orecchio interno rivolto al centro, il masticare, l’abbassare la testa), l’addestratore risponde immediatamente riducendo la postura, distogliendo lo sguardo e togliendo la pressione.

Questo meccanismo ha un nome scientifico preciso ed inequivocabile: rinforzo negativo.

Il comportamento del cavallo (avvicinarsi, seguire l’uomo, fermarsi) viene “rinforzato” (ossia aumenterà la frequenza con cui si ripresenterà in futuro) non perché l’uomo stia parlando la “lingua dei cavalli”, ma perché l’animale ha scoperto che quell’azione specifica fa cessare la pressione dell’ambiente circostante. Non c’è magia, non c’è una telepatia di specie: c’è l’applicazione impeccabile delle leggi del condizionamento operante.

Dal linguaggio mitico alla consapevolezza etologica

Di questa fondamentale distinzione tra la narrazione suggestiva e il reale meccanismo di apprendimento parla approfonditamente Eleonora Dordoni nel suo manuale Principi di apprendimento. Il ruolo del rinforzo positivo.

Nel suo testo, la Dordoni evidenzia come anche i metodi noti come Horsemanship traggano la loro completa efficacia dalle basi scientifiche della teoria dell’apprendimento. L’uso di concetti evocativi come “energia”, “armonia” o “equilibrio” ha certamente aiutato l’equitazione a umanizzarsi e ad abbandonare la violenza cieca, ma ha finito per deviare l’attenzione dell’amatore e del professionista dalla comprensione tecnica di come l’animale impara davvero.

Riconoscere che il Join Up funziona attraverso il rinforzo negativo non sminuisce l’operato dei grandi addestratori, ma al contrario ne sublima il lavoro: sposta il baricentro dall’esoterismo alla competenza. Se crediamo che l’addestramento sia una questione di “energia innata” o di “doti mistiche”, l’equitazione rimarrà un’arte per pochi eletti. Se invece comprendiamo che si tratta di tempismo, costanza e corretta gestione delle pressioni, l’equitazione diventa una disciplina democratica, replicabile e, soprattutto, misurabile a tutela del benessere animale.

Oltre il tributo: il dovere di una nuova maturità equestre

Rendere omaggio a figure come Monty Roberts significa raccogliere il loro testimone e portarlo avanti con la lucidità del nostro tempo. Il XX secolo ci ha liberati dalla coercizione bruta, regalandoci la sensibilità dell’Horsemanship; il XXI secolo ha il compito di dotarci della consapevolezza scientifica.

Comprendere la teoria dell’apprendimento non toglie l’emozione quando un cavallo decide di seguirci al centro di un tondino. Al contrario, rende quel momento ancora più profondo, perché fondato sulla chiarezza comunicativa anziché sull’illusione. È il passaggio finale dall’antropocentrismo al rispetto dell’etologia reale del cavallo: smettere di chiedergli di essere un uomo a quattro zampe e iniziare a essere noi studiosi rigorosi e limpidi del suo universo mentale.

Per approfondire la teoria dell’apprendimento

Se vuoi superare i luoghi comuni della scuderia e comprendere a fondo le leve scientifiche e psicologiche che regolano la mente del cavallo, ti consigliamo una lettura fondamentale: “Principi di apprendimento. Il ruolo del rinforzo positivo” di Eleonora Dordoni. Una guida imprescindibile per trasformare la tua passione in una competenza etologica solida, etica e moderna.

 

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Il testo è ordinabile (fornendo il codice ISBN: 9788890950483) presso tutte le librerie in territorio nazionale.

Nota editoriale: articolo uscito in occasione dell’approfondimento speciale dedicato alla figura e all’eredità di Monty Roberts.

 

 

 

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