La sella italiana favorisce equilibrio, comunicazione e armonia tra cavallo e cavaliere: i principi di Piero Santini.
“Dimmi come ti siedi e ti dirò che cavaliere sei.”
Non è un proverbio antico, ma potrebbe esserlo. Perché nell’arte equestre la posizione del cavaliere in sella non è un dettaglio estetico: è il cuore stesso della comunicazione con il cavallo. E se c’è un modello di sella che ha segnato la storia dell’equitazione naturale, quella è senza dubbio la sella italiana.
La questione della posizione: un cavaliere, due equitazioni
Piero Santini, allievo e divulgatore dei principi di Federico Caprilli, insisteva su un punto essenziale: la postura del cavaliere non riguarda solo la sua comodità, ma condiziona direttamente il cavallo.
Nel suo manuale Principi fondamentali del sistema naturale (Zoraide editore), Santini chiarisce la differenza tra sedersi in una sella italiana e in altri modelli. Una differenza che non è affatto sottile: cambia il modo in cui si distribuisce il peso, come si mantiene l’assetto del cavaliere, e soprattutto come il cavallo percepisce i segnali.
Il segreto della sella italiana
Ma cosa rende la sella italiana così speciale?
Tre dettagli la distinguono:
- Seggio più stretto e inclinato – A differenza delle selle con seggio piatto e arcione alto, la versione italiana permette al bacino di arretrare leggermente, mantenendo il cavaliere nella parte più profonda della sella.
- Distribuzione del peso equilibrata – Questo design favorisce il bilanciamento sul baricentro del cavallo, evitando pressioni dannose sulla schiena.
- Connessione diretta – Un cavaliere che siede in armonia con il movimento non ostacola, ma accompagna. Il risultato? Una comunicazione cavallo-cavaliere più chiara e naturale.
Quando la sella non aiuta
Santini non aveva dubbi: selle dal seggio piatto o con arcione alto tendono a spingere il cavaliere troppo in avanti. E questo significa:
- Equilibrio precario: difficile restare centrati durante un salto o un cambio di andatura.
- Movimenti disturbati: il cavallo, caricato in modo irregolare, può irrigidirsi o reagire male.
In altre parole, la sella non è un semplice accessorio. È uno strumento che, se progettato male, compromette l’armonia.
Il metodo naturale di Caprilli
Dietro al design della sella italiana c’è la filosofia rivoluzionaria di Federico Caprilli: lasciare al cavallo libertà di movimento e al cavaliere un assetto leggero.
Santini ricorda come questo approccio abbia trasformato l’equitazione, passando da un controllo rigido a una collaborazione più fluida. La sella diventa quindi un “mediatore”: se il modello è giusto, cavallo e cavaliere si muovono come un corpo unico.
Non solo tecnica, ma relazione
La bellezza della riflessione di Santini sta qui: la sella italiana non è solo una questione di cuoio e misure, ma un ponte tra due esseri viventi.
Scegliere il giusto assetto significa favorire:
- Andature naturali e senza tensioni.
- Benessere del cavallo, che non subisce pressioni sbilanciate.
- Una relazione fatta di armonia più che di imposizione.
“Una sella ben progettata come quella italiana permette al cavaliere di posizionarsi correttamente nella parte più profonda, influenzando positivamente il comportamento del cavallo e garantendo un’esperienza di equitazione armoniosa e rispettosa.” – spiega Santini.
Una domanda per chi legge
Quante volte, montando a cavallo, ci fermiamo a riflettere non solo su come montiamo, ma su cosa ci sostiene? Forse la differenza tra un cavaliere che comanda e uno che dialoga sta tutta lì, nel cuoio che ci separa dalla schiena del cavallo.
Nota editoriale
Se questo tema ti incuriosisce, Piero Santini ne parla ampiamente nel libro Principi fondamentali del sistema naturale, pubblicato da Zoraide editore: un testo che ha ancora molto da insegnare a chiunque voglia vivere l’equitazione come arte, filosofia e rispetto.

Principi Fondamentali del Sistema Naturale di Piero Santini, discepolo del capitano Federico Caprilli, maggiore della cavalleria italiana, è un manuale che promuove il rivoluzionario Sistema Naturale di Equitazione di Caprilli. In questo testo, un classico della letteratura equestre, Santini, con un linguaggio semplice e dettagliato, introduce, spiega e promuove il Metodo Italiano e l’assetto in avanti. Si rivolge sia ai cavalieri principianti che ai cavalieri esperti e agli istruttori. I primi saranno aiutati a fissare i principi di base prima di prendere qualsiasi parte attiva in un campo all’aperto o in una competizione. I cavalieri esperti troveranno in queste pagine molti contenuti e spunti di riflessione per migliorare la loro tecnica. Gli istruttori, che, a beneficio dei loro allievi, desiderano condensare e semplificare i concetti di base dell’equitazione all’aperto e del sistema naturale, ne trarranno una risorsa incredibile. Il testo è arricchito da numerose fotografie, disegni e diagrammi.
Piero Santini (1881-1960). Cavaliere di grande esperienza e reputazione internazionale, fu un autore molto rispettato. Espose per la prima volta in lingua inglese, il rivoluzionario “sistema di equitazione naturale”. Ciò gli portò una fama immediata. Di padre italiano e madre americana, Santini parlava e scriveva inglese come seconda lingua. Tra le sue opere si annoverano 5 libri, tra cui “Learning to Ride”, “The Forward Impulse” e “Riding Reflections”. Ha inoltre tradotto e curato gli articoli di Caprilli.
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