Quando un gesto abituale compromette la schiena, il comfort e la salute del cavallo: i gesti che nessuno mette in discussione.
“Non è la staffa in sé il problema. È come, e quanto, ci affidiamo ad essa.”
Nell’equitazione moderna, la staffa è uno strumento dato per scontato. Serve per salire a cavallo, per trovare equilibrio, per sentirsi più sicuri. Eppure, proprio perché è così familiare, raramente ci si ferma a riflettere se il suo utilizzo possa avere delle conseguenze. La domanda, allora, è semplice: esiste un modo sbagliato di utilizzare le staffe della sella? La risposta è meno innocua di quanto si pensi.
Il primo problema: la sella che si sposta
Quando si sale a cavallo caricando il peso su una sola staffa, la sinistra, si crea una forza laterale inevitabile. Anche se il sottopancia è ben regolato, la sella tende a ruotare o a spostarsi, anche solo di pochi millimetri. Quel piccolo movimento, apparentemente irrilevante, ha effetti concreti: i cuscini della sella si comprimono in modo asimmetrico, il pelo sotto la sella si piega o si attorciglia e si creano punti di pressione irregolari Il cavallo non reagisce subito. Ma il suo corpo registra tutto.
Dal fastidio al dolore: cosa succede alla schiena del cavallo
La schiena del cavallo è una struttura complessa e delicata. Non è progettata per sopportare torsioni improvvise o carichi sbilanciati. Quando la sella si sposta ripetutamente, anche di poco, i muscoli del dorso entrano in difesa. All’inizio è solo una contrazione, poi, con il tempo, diventa rigidità e, infine, dolore.
Nel tempo possono comparire: contratture muscolari, perdita di elasticità nei movimenti, difficoltà nel lavoro in riunione e reazioni alla monta o quando si stringe il sottopancia. Sono segnali che spesso vengono interpretati come “cattivo carattere”, ma che in realtà indicano disagio fisico accumulato.
Rischi meno visibili: irritazioni e micro-lesioni
Uno degli aspetti più sottovalutati riguarda ciò che accade sotto la sella. Quando questa si muove, il pelo e la pelle del cavallo subiscono micro-sfregamenti continui. Il risultato può essere: irritazioni cutanee, piccole piaghe difficili da individuare nelle fasi iniziali e infiammazioni locali che peggiorano con il lavoro.
In alcuni casi, queste lesioni evolvono lentamente, fino a diventare veri e propri problemi alla schiena. Tutto parte da un dettaglio: una sella che si muove troppo spesso.
Ne parla anche Piero Santini
Nel libro Principi fondamentali del sistema naturale, Piero Santini affronta con chiarezza il problema dell’uso scorretto della staffa. Sottolinea come il gesto della salita, se eseguito caricando il peso su un solo lato, sia tra le principali cause di spostamento della sella. E aggiunge un dettaglio spesso ignorato: anche un movimento minimo può causare torsioni dannose per la schiena del cavallo, soprattutto nella zona del garrese. Per questo motivo Santini raccomanda soluzioni semplici ma efficaci: usare un appoggio, un aiuto, o sviluppare una tecnica di salita più fluida e simmetrica.
Il problema non è la staffa, ma l’abitudine
La staffa non è un nemico ma uno strumento. Ma come tutti gli strumenti, può essere usata bene o male. Il problema nasce quando diventa una scorciatoia automatica. Salire sempre dallo stesso lato, fare leva senza controllo o non verificare la posizione della sella dopo essere saliti sono tutte abitudini diffuse, raramente corrette, spesso mai spiegate davvero.
Come ridurre i rischi per il cavallo
Ci sono accorgimenti semplici che fanno una grande differenza:
- Usare uno sgabello o un appoggio stabile per salire a cavallo.
- Controllare sempre la posizione della sella dopo essere saliti.
- Evitare di caricare tutto il peso sulla staffa.
- Allenare una salita più fluida e controllata.
- Osservare il cavallo nei segnali di disagio.
Non si tratta di cambiare tutto. Si tratta di fare meglio le cose di sempre.
Una questione di responsabilità
L’equitazione è fatta di dettagli, alcuni visibili, altri no. Le staffe della sella appartengono a quei dettagli che sembrano innocui, ma che possono fare la differenza tra un cavallo libero nei movimenti e uno che lavora in tensione. La prossima volta che sali a cavallo, chiediti: sto usando la staffa per aiutarmi o sto chiedendo al cavallo di compensare un mio squilibrio? La risposta, spesso, cambia tutto.
Per approfondire

Principi Fondamentali del Sistema Naturale di Piero Santini, discepolo del capitano Federico Caprilli, maggiore della cavalleria italiana, è un manuale che promuove il rivoluzionario Sistema Naturale di Equitazione di Caprilli. In questo testo, un classico della letteratura equestre, Santini, con un linguaggio semplice e dettagliato, introduce, spiega e promuove il Metodo Italiano e l’assetto in avanti. Si rivolge sia ai cavalieri principianti che ai cavalieri esperti e agli istruttori. I primi saranno aiutati a fissare i principi di base prima di prendere qualsiasi parte attiva in un campo all’aperto o in una competizione. I cavalieri esperti troveranno in queste pagine molti contenuti e spunti di riflessione per migliorare la loro tecnica. Gli istruttori, che, a beneficio dei loro allievi, desiderano condensare e semplificare i concetti di base dell’equitazione all’aperto e del sistema naturale, ne trarranno una risorsa incredibile. Il testo è arricchito da numerose fotografie, disegni e diagrammi.
Piero Santini (1881-1960). Cavaliere di grande esperienza e reputazione internazionale, fu un autore molto rispettato. Espose per la prima volta in lingua inglese, il rivoluzionario “sistema di equitazione naturale”. Ciò gli portò una fama immediata. Di padre italiano e madre americana, Santini parlava e scriveva inglese come seconda lingua. Tra le sue opere si annoverano 5 libri, tra cui “Learning to Ride”, “The Forward Impulse” e “Riding Reflections”. Ha inoltre tradotto e curato gli articoli di Caprilli.
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