La mano vuota di Francesco Cappello

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La mano vuota è un romanzo sulla responsabilità. Sul coraggio di vedere ciò che altri fingono di non notare. Sulla capacità di rialzarsi, anche quando sembra più semplice spegnere tutto e andare avanti. La scrittura di Francesco Cappello è diretta, concreta, ma sa aprire spazi emotivi profondi, dove i cavalli diventano specchi e i personaggi si trovano a fare i conti con ciò che temono di ammettere.

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Descrizione

la mano vuota di Francesco CappelloLucia è un maniscalco. Ha imparato da suo padre che per far stare fermo un cavallo devi convincerlo, non costringerlo. E ha imparato anche che quando passi la vita a leggere i movimenti degli animali, finisci per leggere anche quelli delle persone. Al circolo ippico “Il Pianeta del Cavallo” tutto sembra perfetto. Trofei alle pareti, cavalli da competizione, istruttori di fama internazionale. Ma quando Seraphina, una cavalla da concorso, viene trasferita all’improvviso in un piccolo ranch, Lucia capisce che qualcosa non torna. E poi c’è Camilla. Dodici anni, magra, silenziosa. Un giorno le tende la mano, e Lucia la stringe. Ma quella mano è vuota. Come se non fosse attaccata a niente. Come se la bambina si fosse staccata da sé stessa per non sentire più dolore. Alcuni segreti non possono restare confinati dagli steccati. Alcune verità non si possono imbrigliare o nascondere. E quando Lucia capisce cosa si nasconde dietro la perfezione di quel maneggio, sa che non può più voltarsi dall’altra parte. Perché ci sono ferite che non si vedono. Ma c’è chi sa guardarle.