Esercizi con i cavalletti

Perché il mio cavallo accelera su barriere e cavalletti?

Il tuo cavallo accelera sulle barriere o sui cavalletti? La soluzione tra tecnica ed etica ispirata a Reiner e Ingrid Klimke.

Il tuo cavallo vede una fila di barriere e si trasforma in un treno in corsa? Non tirare le redini. Quante volte, entrando in rettangolo, ci siamo trovati ad affrontare quella strana reazione: un assetto che si irrigidisce, un’andatura che perde la sua cadenza naturale e un cavallo che rompe al galoppo concitato o accelera tantissimo verso i cavalletti anziché affrontarli a un trotto calmo e cadenzato? La tentazione istintiva di molti cavalieri è quella di contrapporre forza a forza, aggrappandosi alle redini per frenare la corsa. Tuttavia, la risposta alla domanda “perché il mio cavallo accelera tantissimo appena vede le barriere?” risiede raramente nella sfrontatezza o nella cattiva volontà dell’animale. Più spesso, si tratta di una reazione istintiva all’insicurezza, a una perdita di equilibrio o a un deficit di concentrazione.

Il malinteso della velocità: fuga o smarrimento del baricentro?

Quando un cavallo precipita la falcata di fronte a una sequenza di barriere a terra, sta manifestando una difesa fisica e psicologica. Il motivo per cui il cavallo corre o accelera sopra i cavalletti è quasi sempre riconducibile alla difficoltà di gestire la propria coordinazione motoria. Trovarsi improvvisamente di fronte a un ostacolo spaziale modifica le distanze abituali della falcata: se l’animale non ha ancora sviluppato una sufficiente decontrazione e forza nel treno posteriore, tenderà a “scavalcare il problema” aumentando la velocità per non caricare il peso sui posteriore.

Ingaggiare un braccio di ferro con l’imboccatura in quel preciso istante significa peggiorare la situazione. Tirare le redini blocca l’incollatura, impedisce all’animale di usare il collo come bilanciere naturale e finisce per confermare l’idea che la sequenza di cavalletti sia una fonte di stress.

L’esercizio in circolo e le mezze fermate: costringere il cavallo a riunirsi

Per spezzare questo circolo vizioso, la geometria del lavoro in piano ci viene in aiuto. Anziché affrontare i cavalletti su una linea retta – dove il cavallo ha tutto lo spazio per prendere la mano e accelerare – la soluzione consiste nel disporre le barriere a raggiera lungo una traiettoria circolare.

L’uso della traiettoria circolare e delle mezze fermate agisce direttamente sulla biomeccanica dell’animale:

  • La flessione laterale: sulla linea curva, il cavallo è naturalmente portato a flettere il costato, ingaggiando il posteriore interno sotto il proprio centro di gravità.
  • La regolazione del ritmo: la curva limita la spinta longitudinale incontrollata, rendendo fisicamente più difficile l’accelerazione.
  • L’azione delle mezze fermate: le mezze fermate, applicate con delicatezza prima dell’ingresso nella raggiera, chiedono al cavallo di riequilibrare il peso all’indietro senza bloccare l’andatura, invitandolo a riunirsi e a ritrovare la propria stabilità interiore.

In questo modo, il passaggio sopra i cavalletti al trotto non è più subìto come un’urgenza da superare al galoppo, ma affrontato come un puzzle ritmico che richiede riflessione e calma.

Il valore della calma nel metodo Klimke

Ne parla in modo magistrale la letteratura equestre classica, e in particolare il testo Cavalletti di Reiner e Ingrid Klimke. Nel loro lavoro, gli autori evidenziano come la fretta e l’ansia sulle barriere siano spie dolorose di un addestramento che ha trascurato la regolarità delle andature di base.

I Klimke sottolineano che l’obiettivo primario dei cavalletti non è mai l’altezza o la spettacolarità, ma la ricerca della decontrazione e della simmetria. Quando un cavallo impara a superare le barriere rimanendo calmo e disponibile, sta compiendo un fondamentale salto di qualità intellettuale ed emotivo. Non si limita a eseguire un esercizio ginnico, ma sviluppa fiducia nella guida del cavaliere e nelle proprie capacità atletiche.

Una riflessione etica per chi siede in sella

Risolvere il problema del cavallo che accelera sulle barriere richiede prima di tutto un atto di autocritica da parte del cavaliere. Se il nostro compagno “scappa”, abbiamo calcolato correttamente le distanze tra le barriere rispetto alla sua falcata naturale? Abbiamo garantito la cedevolezza delle mani per lasciargli la libertà di guardare a terra?

Il rispetto per il cavallo si misura nell’abilità di trasformare un momento di tensione in un’opportunità di comprensione reciproca. La prossima volta che senti il tuo cavallo accelerare davanti a un cavalletto, non cercare il freno: regalagli una curva ampiezza, una mezza fermata e il tempo di ritrovare il suo equilibrio.

Sei curioso di scoprire tutti gli schemi di lavoro e le combinazioni geometriche ideate dai maestri della scuola tedesca per sviluppare la calma e l’agilità del tuo cavallo?

Questo articolo trae ispirazione dai principi tecnici ed etici contenuti nel manuale “Cavalletti” di Reiner e Ingrid Klimke, testo imprescindibile per chiunque desideri approfondire il lavoro con i cavalletti nel rispetto della salute e della mente del cavallo.

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