In passeggiata forzare il passo può causare pericolose coliche urinarie. L’insegnamento di Anthony Paalman e la gestione dei trekking estivi.
Avete mai notato, durante un’uscita in campagna, quel momento preciso in cui il cavallo improvvisamente accorcia il passo, si irrigidisce o cerca ostinatamente di fermarsi, mentre chi è in sella stringe le gambe o usa il frustino per farlo avanzare? Spesso liquidato come pigrizia o disubbidienza, questo comportamento nasconde una necessità fisiologica primaria. Ignorarla non è solo un errore d’equitazione: può scatenare dolorose coliche urinarie nei cavalli, causate da veri e propri spasmi vescicali indotti involontariamente dal cavaliere.
Il contesto estivo: turismo equestre e principianti allo sbaraglio
Con l’arrivo della bella stagione, il turismo equestre registra il suo picco. Molti centri ippici e agriturismi propongono pacchetti di escursioni e passeggiate di due o tre ore, rivolte a un pubblico eterogeneo che spazia dall’appassionato esperto al turista che non è mai salito in sella.
Spesso, prima di partire per questi trekking estivi, ai neofiti vengono fornite indicazioni sommarie: “Tieni le briglie così, per andare a destra tira qui, se si ferma dagli una gambata”. In questo scenario, il principiante privo di sensibilità tattile e cognitiva non ha gli strumenti per interpretare i segnali del cavallo. Quando il passo rallenta o si pianta e rifiuta di avanzare, la reazione istintiva dell’escursionista è forzare l’andatura, creando i presupposti per una sofferenza fisica dell’animale.
L’analisi tecnica: la meccanica dello spasmo vescicale
Nel suo fondamentale trattato “Il nuovo libro dell’equitazione”, Anthony Paalman analizza con rigore anatomico e pratico questo fenomeno. Il cavallo, per anatomia e postura, per urinare ha bisogno di assumere una posizione specifica: allarga gli arti posteriori, distende la colonna vertebrale e abbassa leggermente il bacino.
Se durante una passeggiata il cavallo avverte il bisogno di svuotare la vescica ma viene continuamente sollecitato ad avanzare – o peggio, trattenuto con una mano dura sulla bocca e un sottopancia eccessivamente stretto – si verifica un blocco riflesso. La contrazione involontaria dello sfintere urinario, unita alla pressione addominale esercitata dal movimento forzato, genera violenti spasmi alla vescica. Il risultato è la cosiddetta colica urinaria o spastica: il cavallo manifesta sudorazione profusa, intolleranza al lavoro, fino a sgroppate brusche o tentativi di coricarsi per il dolore.
Ne parla in modo emblematico Paalman quando rievoca le sue esperienze nel servizio militare. L’autore racconta di come certi cavalli della truppa rifiutassero categoricamente di urinare con il cavaliere in sella. Per risolvere il blocco e prevenire gravi coliche, i militari dovevano smontare da sella, allentare completamente il sottopancia e consentire all’animale di distendersi in totale tranquillità.
L’aspetto morale e filosofico: l’etica della sensibilità
Oltre all’evidenza clinica e tecnica, il tema sollevato da Paalman tocca una corda profondamente etica. L’equitazione moderna corre il rischio di trasformare il cavallo in un mero strumento da diporto o da prestazione, dimenticando che ogni relazione equestre si fonda sull’ascolto bidirezionale.
Imponendo il movimento a un animale che segnala un disagio organico, commettiamo un abuso dettato dall’ignoranza o dalla fretta. L’accompagnatore di turismo equestre e l’istruttore hanno il dovere morale di educare chi sale in sella: spiegare che due minuti di sosta per permettere al cavallo di urinare non è una concessione, ma un atto elementare di rispetto per la salute e il benessere del nostro compagno.
Come comportarsi in passeggiata: la regola d’oro
Se durante un’uscita il cavallo mostra segnali di insofferenza, si ferma o allarga i posteriori:
- Cessare qualsiasi azione propulsiva: non usare le gambe e non sollecitare la voce.
- Cedere completamente le redini: lasciare che il cavallo distenda il collo.
- Se il cavallo non riesce a urinare: smontare da sella e allentare il sottopancia.
- Scegliere il terreno adatto: molti cavalli preferiscono urinare su terreni morbidi (erba, sabbia, paglia) per evitare che gli schizzi arrivino agli arti.
La cultura dell’ippologia pratica
Evitare le coliche urinarie nei cavalli richiede un ritorno alle basi della cultura equestre: osservazione, empatia e conoscenza anatomica. La prossima volta che il vostro cavallo accenna a fermarsi durante un trekking estivo, chiedetevi se vi sta davvero sfidando o se vi sta semplicemente chiedendo un momento di tregua.
Siete curiosi di approfondire i segnali comportamentali del cavallo e i metodi di gestione della scuderia dei grandi maestri? La letteratura offre risposte concrete a problemi che affrontiamo ancora oggi.
Nota editoriale & approfondimenti.
L’opera di Anthony Paalman, definita la Bibbia dell’equitazione, rappresenta un punto di riferimento insostituibile per chiunque desideri sviluppare una reale competenza nella cura, nell’allevamento e nella gestione etica del cavallo sportivo e da diporto.
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