“Il cavallo ti scopre, indovina te e i tuoi pensieri più segreti.”
In questa frase di Rudolf G. Binding, tratta dal Manuale d’equitazione per un’amata, c’è una verità che ogni cavaliere prima o poi impara a proprie spese: il cavallo ti conosce meglio di quanto tu conosca te stesso.
Non è un’idea romantica. È una regola. E se la ignori, lui ti metterà alla prova. Ogni volta.
C’è un falso mito che circola nel mondo equestre: che si possa “comandare” un cavallo con gli aiuti, con la tecnica, con la forza.
Binding smonta tutto questo con disarmante precisione: “Se non sei risoluto a regnare su di lui, non ti ubbidirà mai.”
Ma regnare, in questo contesto, non è dominio. È presenza interiore. È coerenza, determinazione, intenzione piena.
Perché il cavallo capisce tutto: il dubbio nella tua voce, l’incoerenza nelle tue gambe, la tensione nascosta dietro un gesto che sembra sicuro. Non puoi fingere. Il cavallo ti smentisce.
Binding lo dice chiaramente: “Il tuo richiamo, lo schiocco della tua lingua, i tuoi speroni, la tua frusta non devono mentire…”
Ogni aiuto è un messaggio. E se quel messaggio è confuso, parziale, esitante… il cavallo lo capisce. E ti risponde con la stessa moneta: resistenza, paura, opposizione o disconnessione.
Non è una punizione. È un riflesso.
Se sei incostante, lo sarà anche lui.
Se ti spaventi, si spaventa.
Quando non hai ritmo, lui si slega.
Ma se sei presente, se sei coerente, se sei coraggioso… allora il cavallo vola. Letteralmente.
“Se ti manca il ritmo dello Schwung, sarà anche lui senza ritmo.”
Per chi conosce l’equitazione classica, lo Schwung è l’energia elastica che attraversa il corpo del cavallo, da dietro verso avanti. È ciò che rende l’andatura viva, armoniosa, “in avanti”.
Ma in questa poesia, lo Schwung non è solo un termine che potrebbe essere equiparato all’impulso. È molto di più. È forza d’animo, slancio mentale, vitalità interiore.
Il cavallo non può esprimere ciò che il cavaliere non sente davvero. Se non hai voglia di andare avanti, lui si spegne.
La chiusura è potente e limpida:
“Se vuoi volare, volerà e sembrerà quasi che lo zoccolo non tocchi terra.”
È un’immagine che ogni appassionato riconosce. Quel momento raro e perfetto in cui tutto scorre, in cui il cavallo diventa estensione del pensiero. Non più bisogno di chiedere, di correggere, di controllare. Si è insieme. E tutto diventa leggero.
Ma quel volo si conquista solo con autenticità. Solo se chi guida è integro. Non perfetto, ma vero.
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