stare con i cavalli cosa significa

La vera relazione con il cavallo e il coraggio di stare nel presente

Costruire una vera relazione con il cavallo richiede il coraggio di stare nel presente. La riflessione è tratta dal libro “Un dono da ogni cavallo” di Massimo Pierini.

In un mondo abituato a pianificare ogni risultato, a misurare la resa di ogni sessione di addestramento e a pretendere garanzie su ciò che verrà, il cavallo ci impone una battuta d’arresto brutale. Ci chiede di investire tempo, sudore, presenza e vulnerabilità emotiva in una relazione che vive nel presente.

Il mito del controllo e il senso di un “nodo” stretto

Nel lavoro da terra e in sella cerchiamo costantemente certezze. Vogliamo la garanzia che a ogni pressione corrisponda una decontrazione, che ogni mattone posato rimanga saldo, che la fiducia conquistata con mesi di pazienza sia un diritto acquisito per sempre.

La realtà etologica ed emotiva dell’animale, tuttavia, funziona su coordinate completamente diverse:

  • Il presente assoluto: il cavallo valuta la credibilità della persona istante per istante, nel qui e ora.
  • La revocabilità della fiducia: ciò che conquisti oggi non è una cambiale in bianco per il domani, ma una scelta rinfrescata a ogni incontro.
  • La precarietà degli eventi: fattori esterni – compravendite, infortuni, decisioni altrui – possono spezzare in un attimo la continuazione di un percorso comune.

Costruire un intreccio sottile di sguardi, tempi di quiete e ripartenze sincronizzate ha valore non per ciò che ci garantirà domani, ma per la trasformazione che opera in noi oggi.

Il valore del processo: la lezione di Miss e di J

Questa riflessione filosofica sulla natura delle scelte trova un’esemplificazione magistrale nel romanzo di Massimo Pierini Un dono da ogni cavallo (nel cui primo capitolo si racconta la storia dell’incontro con la puledra Miss).

Nel racconto, il protagonista si trova di fronte a una cavalla baia di cinque anni, nevrotica, energica e mai domata. Iniziare a lavorarla nel tondino significa mettersi a nudo, rischiare il fallimento e scontrarsi con i propri limiti. J, il taciturno uomo di scuderia che fa da guida discreta, non offre rassicurazioni né promesse di successo:

  • Si limita a ricordare che i cavalli si fanno con il lavoro, il sudore e le sconfitte.
  • Rammenta che “solo quando le sue gambe si fideranno dei tuoi occhi, e i tuoi occhi delle sue gambe, il cavallo sarà tuo”, precisando subito dopo: “fino ad allora il cavallo sarà libero”.

Dopo due mesi di lavoro da terra, di progressi e passi indietro, di pressioni dosate sul filo di lana e di quiete riconquistata al centro del tondino, tra l’addestratore e la cavalla si crea una sintonia perfetta. Ma proprio quando l’equilibrio è raggiunto, la realtà esterna presenta il conto: Miss non è mai stata sua, ed è ora che torni a casa con i legittimi proprietari.

Incertezza e consapevolezza: perché non è mai tempo sprecato

Di fronte alla perdita improvvisa di un cavallo con cui si è costruito tanto, la mente umana tende a difendersi ponendosi le solite domande amare: A cosa è servito tutto questo sudore? A cosa serve stringere così forte un nodo se poi qualcuno taglia la fune?

È qui che si gioca il salto di qualità nella comprensione della relazione con il cavallo:

  1. La scelta come atto presente: scegliere di dedicarsi a un animale senza pretesa di possesso non è una debolezza, ma la massima forma di rispetto per la sua natura libera.
  2. L’eredità del metodo: il tempo trascorso a leggere le “chiavi di lettura” del cavallo, ad affinare la sensibilità del tatto e la gestione degli spazi vitali non va mai perduto. L’esperienza accumulata rimane impressa nelle nostre capacità.
  3. L’assenza di vincitori e vinti: nel vero lavoro equestre non esistono vincitori o vinti; il risultato si ottiene quando entrambe le parti lasciano e prendono qualcosa nel processo.

Coltivare la presenza senza la pretesa del domani

Investire emotivamente in qualcosa che non possiamo controllare richiede coraggio. Significa accettare di rimanere sospesi su quella corda nel vuoto, sapendo che l’unica cosa reale è la qualità del contatto che stiamo offrendo in questo preciso istante.

Il cavallo non ci chiede di garantirgli un futuro che non ci appartiene, ma ci insegna a stare al centro del tondino con la schiena dritta, la mente calma e la mano pronta ad accogliere.

Vuoi immergerti nella storia completa di Miss e scoprire come i cavalli possono trasformare il tuo modo di vivere?

Nel romanzo Un dono da ogni cavallo di Massimo Pierini, troverai uno spaccato profondo, poetico e autentico sulle dinamiche di fiducia, pazienza e distacco che ogni vero cavaliere si trova prima o poi ad affrontare.

 

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