Recensione del libro “La mano vuota” di Francesco Cappello: per Rossella Montemurro un romanzo tra tecnica equestre e dolore nascosto.
Nella sua recensione del libro La mano vuota di Francesco Cappello, Rossella Montemurro sottolinea come l’autore unisca tecnica equestre e verità umane. Il romanzo parte da un’idea forte: imparare a leggere i cavalli aiuta a capire meglio anche le persone. È da qui che la storia prende forma e trova profondità.
La protagonista è Lucia, maniscalco competente e persona attenta, cresciuta nel rispetto degli animali. La sua sensibilità le permette di cogliere ciò che sfugge agli altri, soprattutto il dolore silenzioso di Camilla, una dodicenne magra e fragile con una “mano vuota”, immagine che Montemurro evidenzia come segnale rivelatore. Insieme a Rossella Farina, tenente colonnello dei Carabinieri, Lucia sceglie di indagare una realtà che nel maneggio patinato tutti fingevano di ignorare.
Montemurro mette in risalto la ricchezza delle descrizioni legate al mondo equestre e la capacità dell’autore di trattare con tatto temi che coinvolgono i più piccoli. Lo stile è definito impeccabile e la trama solida, capace di far emergere ciò che si nasconde dietro l’apparenza.
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