Come affrontare i comportamenti indesiderati

I comportamenti indesiderati spesso mettono a dura prova la relazione con il nostro cavallo. È necessario affrontarli innanzitutto da un punto di vista gestionale e poi da quello formativo.

In un articolo precedente ho affrontato i due errori più comuni che si possono commettere nel tentare di modificare, eliminare o correggere i comportamenti indesiderati. Nel gestire un cavallo “difficile”, a causa della frustrazione e dei rischi a cui si va incontro, è facile farsi sedurre da soluzioni rapide. Esse di fatto non sono efficaci a lungo termine e raramente agiscono sulla reale causa  del problema (di solito si tende a pensare a cause emotive/psicologiche e poche volte a quelle fisiche).
Quando si ha a che fare con un comportamento problematico la prima cosa da fare è valutare la gestione: ambiente, fattori di stress, aspettative, salute, condizione fisica, alimentazione e qualsiasi aspetto che potrebbe causare o incoraggiare il comportamento indesiderato. Bisogna mettersi nella condizione di capire il “problema” e mettere subito in atto delle “strategie” di prevenzione  per  poterlo gestire riducendo i rischi (per cavallo e persona) o la manifestazione di comportamenti anche peggiori in futuro. Qualsiasi provvedimento deve mantenere il cavallo in un basso livello di stress o ansia, tale stato generale metterà il cavallo in una condizione di imparare in modo efficace, rendendo gli sforzi di allenamento ancora più significativi e duraturi. A questo punto si può iniziare ad affrontare qualsiasi problema comportamentale dal punto di vista formativo. Qualsiasi “tecnica” o “approccio” si decida di mettere in atto deve curare il problema e non sopprimerlo rapidamente e a breve termine.
Di solito, il cavallo che morde, che aggredisce quando gli si porta il cibo, che spinge o fugge via quando lo si conduce a mano, che si impenna, che calcia, ecc., può essere corretto incoraggiando, gratificando e premiando comportamenti adeguati alternativi in sostituzione di quelli vecchi e inaccettabili. In molti casi (ma non è una regola universale) si può impostare il lavoro di rieducazione usando metodi di addestramento che si basano soprattutto sull’utilizzo di rinforzi positivi. È un processo lungo ma se eseguito correttamente non farà ricadere nuovamente  il cavallo in comportamenti indesiderati. Un lavoro frettoloso, che non ha risolto il problema alla radice, potrebbe innescare accidentalmente (e facilmente) una ricaduta, e addirittura peggiorare le cose rispetto a prima. Con il tempo e la coerenza il problema scomparirà. Ecco! Tempo e  Coerenza sono le parole chiave! Non si può praticare un giorno un metodo e fare qualcosa di diverso il giorno dopo. Solo agendo in questo modo si può correggere un comportamento problematico (naturale o appreso), ed è assolutamente possibile farlo senza l’uso di punizioni.

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Principi di apprendimento – il ruolo del rinforzo positivo
di Eleonora Dordoni

Hai sentito parlare di clicker, clicker training e rinforzo positivo. Hai guardato video e googlato i termini ma le informazioni trovate sono molto generiche o vaghe? Il saggio “Principi di addestramento – il ruolo del rinforzo positivo”, a firma di Eleonora Dordoni, spiega in modo semplice e chiaro le tecniche del rinforzo positivo. Il principale obiettivo di questo lavoro è quello di mettere in evidenza il valore delle teorie dell’apprendimento nell’addestramento del cavallo. Al giorno d’oggi la scienza, grazie ai suoi importanti progressi, può aiutare a capire il modo in cui i cavalli pensano e reagiscono ai diversi stimoli. Il saggio analizza i vantaggi dell’utilizzo del clicker training nel lavoro con i cavalli. Il libro si apre con una prefazione del prof. Antonio Lucio Catalano (già Presidente del Corso di Laurea in Scienze e Tecniche Equine della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Parma) e con una introduzione del dr. Angelo Telatin il quale sottolinea che «questo libro contribuisce, grazie a molti esempi e a una filosofia di base, a ridurre il gap tra psicologia dell’ap­prendimento e addestramento […] Eleonora Dordoni  è stata in grado, grazie alla sua abilità di tradurre in un linguaggio accessibile concetti complessi, di fare una sintesi accurata e intuitiva di cosa sia la psicologia dell’apprendimento».

 

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