La Bella Equitazione tra classico e moderno

“Esterno e alta scuola” è la prima e unica edizione italiana della pubblicazione di un grande cavaliere francese: Étienne Beudant. Si tratta di un’edizione evento in quanto non solo ripropone il testo, ormai introvabile, del Maestro francese ma riunisce in un unico volume l’edizione del 1923, la versione inedita del 1948 e dei testi inediti sul generale Faverot de Kerbrech.

Dobbiamo ringraziare Patrice Franchet d’Esperey che ha guidato un gruppo di ufficiali nel decifrare la seconda edizione su cui Beudant lavorava insieme a René Bacharach, progetto editoriale che fallì a causa della morte di Beudant. Un lavoro da vero benedettino perché si è trattato non solo di riesumare lo scritto ma di dover interpretare e, a tratti, ricostruire il pensiero che Beudant aveva espresso attraverso cancellature, note manoscritte più o meno leggibili e postille a margine. L’opera ha richiesto una grande passione, tanta competenza e tecnica equestre per ricostruire il più fedelmente possibile il pensiero di Beudant.

“Esterno e alta scuola” descrive in modo minuzioso i principi generali del dressage. In uno stile semplice e sinceramente entusiasta Beudant aggiunge delle personali considerazioni tecniche che ancora oggi fanno riflettere e mettono il lettore nella condizione di porsi delle domande. Infine descrive le personali esperienze raccontando, come in una favola, i ricordi dei suoi cavalli.

Il cuore del libro è contenuto nel titolo: la formazione di un cavallo deve raggiungere il suo utilizzo ottimale sia su terreni vari che nel maneggio. Obiettivo che il Capitano raggiunge attraverso un rilassamento fisico e mentale del cavallo, rendendo ogni suo “allievo” sciolto, morbido, flessibile, fiducioso, attento e reattivo sempre in perfetta armonia con il suo cavaliere. Da questo punto di vista il manuale di Beudant è anche un trattato sul comportamento del cavallo. Beudant abbandona il concetto cartesiano dell’animale macchina secondo il quale gli animali sono privi di ragione, di coscienza e non provano dolore. Per il Capitano, il cavallo ha una capacità di comprendere, è un attento osservatore, coglie tutti i movimenti del cavaliere anche quelli compiuti inconsapevolmente. Queste sue riflessioni lo portano a criticare l’utilità del condizionamento, dei premi e delle punizioni perché ritiene che proprio questi siano l’origine di quasi tutti gli errori e fallimenti. D’altronde il cavallo non fa altro che rispondere, nel modo migliore e più logicamente possibile, a delle richieste che non sempre esprimono ciò che il cavaliere vuole ottenere. A queste riflessioni unisce delle importanti considerazioni sull’assetto sottolineando la coincidenza tra eleganza e funzionalità e come il peso del corpo del cavaliere costituisca il suo aiuto fondamentale.

Il manuale di Beudant resterà sempre uno del classici più letti della letteratura equestre, le sue riflessioni hanno fatto la storia dell’equitazione moderna e della moderna etologia e porterà ogni cavaliere a rivedere il proprio modo di montare e il proprio rapporto con il cavallo.

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