sulle staffe

Alzarsi sulle staffe per migliorare l’inforcatura

Per stare sull’inforcatura bisogna saper mantenere l’equilibrio e distribuire il peso. Alzarsi sulle staffe lasciando le redini è l’esercizio migliore.

Sollevarsi dalla sella, “alzandosi sulle staffe”, è uno dei migliori esercizi per imparare a stare sull’inforcatura. All’inizio non è semplice, e anche dopo mesi di lezioni non si riesce ad eseguire con facilità l’esercizio e si ricade in sella. Alzarsi sulle staffe (spingendo bene il tallone verso il basso) permette di imparare a distribuire equamente il nostro peso in sella. Per riuscirci bisogna partire dalla posizione corretta di mani, gambe e busto. Si tiene la testa alta e sciolta, le spalle aperte e il busto leggermente inclinato in avanti. Le ginocchia sprofondano in basso, il bacino ruota leggermente in avanti e ci si solleva sfiorando l’arcione. Se il peso è ben distribuito si riuscirà a restare in equilibrio senza ricadere nella sella.

Cosa vuol dire, in realtà, “sollevarsi” sulle staffe?

“Sollevarsi” sulle staffe è un movimento molto simile all’uso quotidiano del nostro corpo. In un certo senso è come stare normalmente con i piedi per terra. Infatti, anche in sella, le piante sfruttano al massimo la superficie di contatto che hanno a disposizione. Lo sguardo è dritto in avanti, la testa è in equilibrio sul collo che sta rilassato sulla parte superiore del corpo, le anche sono rilassate. Testa, collo e tronco sono leggermente inclinati davanti alla verticale.

Perché il cavaliere deve stare sulle staffe?

Il cavaliere impara a restare in equilibrio e quindi ad assecondare i movimenti del corpo del cavallo. Così facendo impara a montare in armonia con il proprio compagno. Dà sollievo alla sua schiena. Disturba il meno possibile il suo naturale equilibrio e lo aiuta a sviluppare la flessibilità e la forza con un “peso aggiuntivo” sul suo dorso. Il cavallo riesce a muoversi liberamente sotto il cavaliere. Se il cavaliere ha imparato a montare correttamente sull’inforcatura la schiena del cavallo sarà mobile, il collo si allunga e ondeggia, i posteriori si abbassano e di conseguenza gli anteriori si alleggeriscono, permettendo all’animale di muoversi con grazia.

Quando ci si solleva sulle staffe?

“Stare in piedi” sulle staffe rientra tra gli esercizi di base quando si inizia a praticare equitazione, ma è una posizione che si assume in molte situazioni, ad esempio:

– Transizioni dal passo al trotto o dal trotto al passo e da questo all’alt;
– sui cavalletti;
– sui salti;
– su terreni irregolari;
– su salite e discese.

Quali sono i requisiti per stare in equilibrio sulle staffe?

Ci sono condizioni importanti per poter stare in piedi sulle staffe correttamente. Innanzitutto il cavaliere deve permettere al cavallo di muovere liberamente la testa e il collo ciò gli consente di bilanciarsi in modo ottimale. È meglio, però, che il cavaliere si eserciti prima da fermo. Si può chiedere a un amico di tenere il cavallo in modo da poter lasciare tranquillamente le redini e mettere le mani sui fianchi. Una volta che si è trovato l’equilibrio si possono fare semplici movimenti con le braccia. Mantenendo lo sguardo in avanti si portano le braccia prima verso l’alto e poi in fuori e infine dietro la schiena, facendo scendere bene il peso sui talloni. Quando si è in grado di eseguire l’esercizio senza problemi si può provare al passo e poi anche al trotto. Quando si è in movimento si deve imparare ad assecondare il movimento del cavallo restando morbidi e decontratti.

Anthony Paalman raccomanda di «esercitarsi molto e a lungo, al passo e al trotto, attra­verso girate e transizioni e lavorando sui cavalletti e sugli ostacoli perché il cavaliere sviluppi la muscola­tura necessaria che gli darà un assetto solido e indipen­dente. Solo quando il cavaliere acquisisce una buona posizione in sospensione, non avrà più alcun problema ad applicare i suoi aiuti alle tre andature e non perderà l’equilibrio.» A. Paalman, “Il nuovo libro dell’equitazione”, pp. 114-115


 

Il nuovo libro dell’Equitazione
Anthony Paalman

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