incidente al circo

L’incidente al circo di François Baucher

La storia di François Baucher è caratterizzata da alti e bassi, ma l’incidente al circo segna un importante punto di svolta.

La vita del celebre écuyer François Baucher è ricca di avvenimenti che potrebbero costituire la trama di un film. Nato nel 1796 a Versailles, fu influenzato dall’ambiente equestre della città. In giovane età si trasferì a Milano, dove probabilmente subì l’influenza di Federico Mazzucchelli.

Dopo aver dato lezioni nei maneggi del nord della Francia e aver sposato Elisabeth Haret (da cui nel 1818 ebbe un figlio, Henri), sviluppò la sua idea di equitazione. È del 1833 il Dizionario ragionato d’equitazione, «manifesto rivoluzionario […] in cui sono contenuti tutti gli elementi essenziali del suo metodo».

Baucher entrò in contatto con il mondo del circo nel 1834. In questo contesto ebbe modo di esibirsi per vent’anni, diventando popolare e conquistando i maggiori successi della sua carriera.

Nel 1842, fu notato dal Generale Oudinot al circo di Parigi. L’anno successivo realizzò il suo sogno di insegnare a Saumur, il tempio della cavalleria.

Tuttavia, il Duca di Orléans, che sosteneva il suo metodo, morì in un incidente. La direzione della Scuola di Cavalleria passò al fratello, il Duca di Nemours, che invece sosteneva l’altra vedette dell’equitazione del tempo, il Conte d’Aure, fiero oppositore dei metodi di Baucher.

Il cambio di orientamento politico che segnò la fine della sua breve esperienza militare. Nonostante questo Baucher continuò a ottenere consensi e successi attraverso le sue esibizioni circensi in tutta Europa. Le sue tecniche innovative furono accettate e riconosciute come efficaci, tanto che il “Metodo Baucher” è stato tradotto in quasi tutte le lingue europee e ha visto tredici edizioni pubblicate in Francia.

Nel 1855, un incidente tragico mise seriamente in dubbio la possibilità di Baucher di tornare a montare a cavallo. Mentre era in procinto di montare a cavallo, il grosso lucernario sopra di lui si staccò dal soffitto e gli piombò addosso. Il cavallo scappò ma lui rimase sotto, vivo, ma con numerose fratture e ferite in ogni parte del corpo.

In ogni caso si riprese e, negli anni successivi, ricominciò a insegnare e ad addestrare cavalli per il circo. Però non si esibì più in pubblico.

Avendo perduto gran parte della sua forza muscolare, rivide anche il suo metodo, che comunque nel corso degli anni aveva già subito una certa evoluzione.

(Liberamente tratto da prefazione di Massimo Basili a “Metodo di equitazione” di François Baucher, zoraide editore, pp. 8-11)

L’incidente al circo, avvenuto l’8 marzo 1855, ha segnato un punto di svolta nella carriera del Maestro. Infatti, dopo l’incidente, Baucher sviluppò la sua cosiddetta Seconda Maniera,. Un metodo che avrebbe rivoluzionato il mondo dell’equitazione.

La Seconda Maniera si è basata sulla comunicazione e sulla comprensione tra l’uomo e l’animale. Baucher si concentrò sull’ascolto e sulla risposta alle esigenze del cavallo. Il lavoro consisteva principalmente in una serie di esercizi di flessioni e di movimenti lenti, che venivano gradualmente intensificati fino a raggiungere i movimenti più avanzati.

Baucher aveva maturato l’idea che ogni cavallo è un individuo con esigenze e capacità diverse.  Pertanto l’addestramento doveva essere adattato alle esigenze specifiche di ogni animale.

La Seconda Maniera incontrò una forte opposizione da parte dei tradizionalisti dell’equitazione dell’epoca. La consideravano un’eresia e un’offesa alla tradizione. Tuttavia, si dimostrò efficace ed ebbe successo in tutta Europa.

L’incidente al circo avvenuto l’8 marzo nel 1855 fu un evento tragico. Ma la rispost di Baucher a alla tragedia dimostrò la sua resilienza e la sua creatività. La Seconda Maniera, sviluppata dopo l’incidente, rappresenta un contributo significativo alla storia dell’equitazione e un’importante innovazione nel mondo dell’addestramento dei cavalli.

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Metodo di equitazione
di François Baucher

Il “Metodo di equitazione” di François Baucher è il testo che più di tutti ha caratterizzato la storia dell’equitazione nell’era moderna. Ha portato innovazioni sostanziali nel modo di addestrare i cavalli e ha prodotto concetti equestri rivoluzionari.

Questo volume riunisce l’edizione del 1854 e quella del 1843, è corredato dei “Documenti ufficiali a favore del metodo” riportati per la prima volta in Italia nella loro versione integrale. L’opera è impreziosita dall’introduzione di Massimo Basili che offre un ritratto completo del Maestro, del suo essere artista, scienziato, filosofo e scrittore; descrive ampiamente e dettagliatamente il periodo storico, l’ambiente che circondava il Maestro, lo spirito che lo animava e la sua stessa evoluzione tecnica.

 

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