postura eretta

Mantenere una postura eretta: un approccio armonioso tra corpo, gravità e sella

In sella, la postura eretta si ottiene con consapevolezza delle ossa ischiatiche, creando un dialogo armonioso tra corpo e gravità per un’espressione naturale e fluida.

La postura e la consapevolezza del proprio corpo sono elementi cruciali per mantenere un benessere fisico e una connessione armoniosa con il mondo intorno a noi. Riflettiamo sulle volte in cui ci siamo prefissati di restare dritti. E quante volte abbiamo ricevuto il consiglio di farlo.

Il corpo esercita una forza verso il basso, pari al proprio peso, quando è a contatto con il terreno. Se non ci si abbandona completamente al terreno, mantenendo una postura eretta, i muscoli devono fare uno sforzo aggiuntivo non solo per eseguire i movimenti desiderati, ma anche per sostenere il peso del corpo. Vi è quindi la necessità di ristabilire un rapporto più diretto e equilibrato con la terra per consentire al corpo di adattarsi naturalmente alla forza di gravità. Questo potrebbe implicare un approccio più consapevole al movimento e alla postura, in modo che i muscoli non debbano sopportare eccessivamente il peso del corpo.

Il metodo Feldenkrais

Antonella Lioce, insegnante Feldenkrais e autrice del libro “Il cavallo ed Io”, suggerisce un approccio diverso rispetto all’idea tradizionale di cercare la verticalità lottando contro la forza di gravità. Invece, invita a evitare di portare la vita in conflitto cercando in modo ossessivo di mantenere una postura eretta. Invece di concentrarsi esclusivamente sulla verticalità, suggerisce di pensare all’espansione del proprio corpo e di percepirsi slanciati sia verso l’alto che verso il basso sostenendo che la chiave per raggiungere la verticalità senza sforzo risieda nella spinta naturale dei piedi verso la terra.

L’idea fondamentale è che il nostro corpo è intrinsecamente progettato per muoversi in modo organico e naturale in relazione alla forza di gravità. Muscoli e scheletro sono strutturati in modo da permetterci di organizzare il movimento in maniera armoniosa, senza dover lottare contro la gravità. Invece di forzare la postura verticale, si suggerisce di fidarsi del sistema biomeccanico del corpo e di permettere al movimento di fluire in modo naturale.

Quando siamo in sella?

Questi concetti si manifestano in modo ancora più particolare quando siamo a cavallo.

Infatti, quando ci troviamo in sella, la nostra verticalità assume una sfida unica. La mancanza di contatto diretto dei piedi con il terreno potrebbe farci interrogare sulla possibilità di mantenere una postura eretta e consapevole. Tuttavia, è proprio in questo contesto che la consapevolezza del corpo e l’armonia con la gravità diventano fondamentali.

Il Ruolo delle Ossa Ischiatiche

Le ossa ischiatiche emergono come protagonisti chiave in questa equazione. Queste sono parte integrante dell’articolazione dell’anca, e le due punte sporgenti che si appoggiano sulla sella possono fungere da sostegno per la verticalità. Nonostante l’assenza di contatto diretto con il terreno, le ossa ischiatiche offrono un punto di ancoraggio che facilita l’espansione verso l’alto.

Consapevolezza e Peso del Corpo

La dott.sa Lioce suggerisce di cercare, in modo delicato e graduale, di ancorare le ossa ischiatiche alla sella attraverso l’azione del peso del corpo. Questo atto non è solo fisico ma rappresenta anche una conferma della consapevolezza dell’esserci in sella. In questo modo, la postura non diventa solo una questione di resistenza alla gravità, ma piuttosto un dialogo consapevole tra il corpo e il mezzo su cui ci troviamo.

Muoversi con Armonia e Fluenza

L’idea centrale è quella di muoversi con armonia e fluidità, consentendo al corpo di adattarsi in modo naturale alla sella senza dover lottare contro la forza di gravità. La verticalità diventa un risultato non di un controllo eccessivo, ma piuttosto della consapevolezza e dell’accettazione di come il corpo può sfruttare le sue caratteristiche anatomiche per mantenere la stabilità.

Conclusioni: Una Verticalità Consapevole

In sella, la verticalità diventa un processo consapevole di connessione con il proprio corpo e con il movimento armonico. Attraverso la consapevolezza delle ossa ischiatiche e l’ancoraggio leggero alla sella, ci avviciniamo a una postura eretta che rispetta la natura del nostro corpo. La lezione qui è quella di abbracciare la verticalità non come un obiettivo da raggiungere con forza, ma come una espressione naturale della connessione tra il corpo e il suo ambiente, in sella e altrove.

Antonella Lioce, Il Cavallo ed Io, Zoraide editore, pp. 40-45

Per approfondire il metodo Feldenkrais applicato all’equitazione

Il Cavallo ed Io
di Antonella Lioce

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Il testo è composto da due parti. Nella prima, l’autrice racconta il suo incontro con il metodo feldenkrais e poi con i cavalli. Spiega quindi come ha coniugato le due cose insieme. Nella seconda parte l’autrice fa entrare il lettore nel mondo feldenkrais proponendo una serie di movimenti volti a migliorare la propria postura a cavallo.

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Il Metodo Feldenkrais può essere insegnato esclusivamente da insegnanti diplomati a seguito di una formazione quadriennale.

Antonella Lioce
Fisioterapista dal 1987 e insegnante del Metodo Feldenkrais® dal 2001. Il suo lavoro si sviluppa nell’educare all’approccio globale dell’intero organismo, una “fisioterapia biomodulare”. Negli ultimi anni ha sviluppato un attenzione specifica sul benessere e sui bisogni delle persone a 360°. Amante dei cavalli da sempre, si è avvicinata in maniera attiva e costruttiva al mondo dell’equitazione. Sperimenta in prima persona i benefici del Metodo Feldenkrais® a cavallo. Condivide le proprie competenze ed esperienze sia in ambito individuale che di gruppo con tutti i cavalieri/amazzoni principianti e avanzati. Attraverso lezioni individuali di gruppo ha aiutato cavalieri/amazzoni afflitti da dolori, cattive abitudini e ansie a migliorare le proprie abilità equestri. Tiene Lezioni in tutta Italia.

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