Il cavallo che calcia quando viene lasciato libero

Il cavallo che calcia quando viene lasciato libero lo fa per gioia o per vizio. È un comportamento, in ogni caso, pericoloso che deve essere corretto.

Può succedere che i cavalli, anche quelli in linea di massima ben educati, mettano in atto o sviluppino la terribile abitudine di girarsi e dare dei calci quando vengono lasciati liberi in un campo. Alcuni, già vicino alla porta del recinto, mostrano segni di agitazione e di ansia. Altri, invece, non danno nessun preavviso e appena aperto il cancello corrono via strappando la lunghina di mano, spesso ruotando e calciando.
È un comportamento davvero pericoloso, una cattiva abitudine che deve essere affrontata prima che qualcuno si faccia male. Il cavallo, probabilmente, è solo felice per la libertà di cui sta per godere insieme (forse) ad altri compagni. Oppure è un comportamento che gli è stato insegnato da un proprietario o un gestore precedente. Alcuni proprietari amano colpire con la mano i loro cavalli sulla groppa e urlargli contro quando li lasciano liberi, solo per il piacere di guardarli girarsi e correre. Non è una buona pratica, ed è possibile che un cavallo sottoposto a questa “educazione” si aspetti sempre un simile trattamento.
Il cavallo che all’ingresso del recinto fugge dal proprietario, lo fa perché non gli è stato insegnato che non dovrebbe farlo. Che sia per una reazione di gioia o per pessima abitudine/addestramento, è necessario insegnargli a seguire educatamente chi lo conduce e a stare fermo quando gli viene richiesto. Urlargli contro o usare corde, catene e strattoni non sono le migliori tecniche. Sarà necessario fare del lavoro a terra per migliorare (nel caso fosse necessario) le proprie abilità di gestione e quindi impostare con coerenza delle regole di comportamento. Il dr. Robert Miller, nel suo libro “I misteri del cavallo”, ha riportato una sorta di “contratto”, perfettamente adeguato allo scopo, stipulato tra uomo e cavallo, in cui si definisce cosa può fare il cavallo e cosa può fare la persona.
In un secondo momento si dovrà lavorare sull’attenzione del cavallo e fare in modo che resti concentrato sul suo conduttore. In questa fase un rinforzo positivo come lo zollette di zucchero o le caramelle possono essere molto utili. Si sconsiglia, invece, l’utilizzo del mangime perché potrebbe attirare l’attenzione anche degli altri cavalli presenti nel campo. Alcuni esperti addestratori consigliano l’utilizzo di caramelle, preferibilmente quelle incartate con involucri rumorosi. Se ne scarta una (facendo rumore) prima di arrivare al pascolo, si chiede al cavallo di restare fermo, si premia con la caramella. La stessa operazione si ripete avvicinandosi sempre più al cancello: si fa rumore con la carta di caramella, si ferma il cavallo, lo si gratifica, gli si dà il suo premio. Col tempo il cavallo imparerà ad associare il rumore dell’involucro con il fermarsi. L’obiettivo è quello di entrare nel campo e fermarsi. Quindi, tenendo il cavallo con la lunghina, girarsi per chiudere il cancello. Mantenendo la porta alle spalle e il cavallo di fronte, gli si deve parlare con una voce rassicurante e se è rimasto fermo gli si dà ancora una volta il suo premio. A questo punto gli si può togliere la capezza e fare un passo indietro senza voltargli le spalle e mantenendo l’attenzione su di lui.
Man mano che il cavallo impara a rimanere fermo e tranquillo ad aspettare il dolcetto, si deve iniziare a dare sempre meno caramelle – si può utilizzare un “programma a rapporto variabile” e quindi erogare il rinforzo dopo un certo numero variabile (3-4) di risposte non rinforzate. Ciò contribuirà a rafforzare il nuovo comportamento in modo corretto perché può succedere che se il cavallo si aspetta ogni volta delle leccornie, può iniziare a tormentare il suo conduttore chiedendo i dolcetti (man mano sempre con più invadenza) e ciò causerà altri problemi. Se, invece, il cavallo non sa quando gli sarà concesso il premio, si mostrerà più concentrato e molto più interessato a fare ciò che gli viene chiesto.

I misteri del cavallo
di Robert M. Miller

I misteri del cavallo“ è un libro che spiega ogni azione e reazione del cavallo da un punto di vista etologico, psicologico e comportamentale. Un libro di etologia? Non solo! L’originalità del libro è che affronta ogni azione e reazione del cavallo tenendo conto anche del comportamento dell’uomo e della sua psicologia. Chiarisce in modo semplice tutte le nozioni scientifiche dei meccanismi che entrano in gioco quando ci si relaziona con un cavallo aiutando così ad instaurare un canale di comunicazione corretto ed efficace per ambo le parti.

 

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Principi di apprendimento – il ruolo del rinforzo positivo
di Eleonora Dordoni

Hai sentito parlare di clicker, clicker training e rinforzo positivo. Hai guardato video e googlato i termini ma le informazioni trovate sono molto generiche o vaghe? Il saggio “Principi di addestramento – il ruolo del rinforzo positivo”, a firma di Eleonora Dordoni, spiega in modo semplice e chiaro le tecniche del rinforzo positivo. Il principale obiettivo di questo lavoro è quello di mettere in evidenza il valore delle teorie dell’apprendimento nell’addestramento del cavallo. Al giorno d’oggi la scienza, grazie ai suoi importanti progressi, può aiutare a capire il modo in cui i cavalli pensano e reagiscono ai diversi stimoli. Il saggio analizza i vantaggi dell’utilizzo del clicker training nel lavoro con i cavalli. Il libro si apre con una prefazione del prof. Antonio Lucio Catalano (già Presidente del Corso di Laurea in Scienze e Tecniche Equine della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Parma) e con una introduzione del dr. Angelo Telatin il quale sottolinea che «questo libro contribuisce, grazie a molti esempi e a una filosofia di base, a ridurre il gap tra psicologia dell’ap­prendimento e addestramento […] Eleonora Dordoni  è stata in grado, grazie alla sua abilità di tradurre in un linguaggio accessibile concetti complessi, di fare una sintesi accurata e intuitiva di cosa sia la psicologia dell’apprendimento».

 

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